Nel corso del seminario è stato approfondito il tema del trattato internazionale per la prevenzione e la risposta alle epidemie globali, con particolare attenzione all’approccio One Health, che integra salute umana, animale e ambientale. Il primo intervento, a cura del Prof. Mirko Sossai, ha illustrato come, a partire dall’esperienza della pandemia da COVID-19, alcuni Stati europei abbiano promosso l’avvio di un negoziato multilaterale sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l’obiettivo di definire un accordo vincolante per rafforzare la prevenzione e la gestione delle emergenze sanitarie globali. Parallelamente, è stata avviata la revisione del Regolamento Sanitario Internazionale, strumento fondamentale per coordinare la risposta globale alle crisi sanitarie, con una nuova versione approvata nel 2024.Il Professor Sossai ha spiegato che l’OMS dispone di diversi strumenti normativi, tra cui trattati multilaterali, regolamenti vincolanti e linee guida non vincolanti. Il trattato pandemico punta in particolare a consolidare la cooperazione internazionale su temi cruciali come la definizione di piani nazionali, il finanziamento dei sistemi sanitari resilienti, la ricerca e sviluppo, e la condivisione equa delle risorse, in particolare le sequenze genetiche dei patogeni, tema centrale per la preparazione e la risposta pandemica. Il secondo intervento, realizzato dalla ricercatrice Sabrina Tranquilli, ha invece evidenziato le principali difficoltà che emergono nell’attuazione concreta di questi strumenti, soprattutto dal punto di vista finanziario e organizzativo. Molti Stati, infatti, manifestano preoccupazioni per i costi elevati associati alle nuove misure, soprattutto riguardo alla condivisione degli agenti patogeni, considerata complessa e onerosa. A livello nazionale, è stato evidenziato come la pianificazione sanitaria sia ancora spesso debole e generica, priva di protocolli operativi standardizzati e di un coordinamento efficace tra le diverse amministrazioni coinvolte, come le ASL e le autorità di frontiera, in particolare portuali e aeroportuali. Questa carenza ostacola la capacità di risposta integrata alle emergenze sanitarie, rendendo necessaria una maggiore armonizzazione con le normative europee e internazionali.
Participanti
FLAMINIA APERIO BELLA, COORDINATRICE DEL MODULO PROHTECT-UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE
MIRKO SOSSAI, PROFESSORE ASSOCIATO DI DIRITTO INTERNAZIONALE –UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE
SABRINA TRANQUILLI, RICERCATRICE DI DIRITTO AMMINISTRATIVO- UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI PARTHENOPE
Privacy Policy | Cookie Policy | Designed by Daniele Fioribello